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Bozzetto sagrato Santuario Monte GazzoNon abbiamo trovato notizie sulla storia antica del sagrato ma conosciamo discretamente quella che va dagli anni 80 ai giorni nostri.

Intorno al 1980 l'allora rettore don Mario Montaldo, ben conoscendo l'affetto dei tanti scout sestresi nei confronti del Santuario, propose agli stessi di dare una mano nei lavori di ristrutturazione. Nacque l'idea, forti anche della presenza di diversi esperti nel campo edile nella Comunità "Pipetto Conte" del MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) di occuparsi del rifacimento del sagrato del Santuario utilizzando l'antica tecnica del "risseu", in dialetto ligure, ovvero dei ricami di pietra.

Il risseu è una tradizione ligure che consiste nel creare dei mosaici utilizzando piccole pietre di fiume o di mare ben levigate e disposte a coltello su un letto di malta di cemento.

E' stato preparato il bozzetto del mosaico che è stato approvato e che riportiamo qui di lato.

Tutti i membri del gruppo scout Genova 54, dai lupetti/coccinelle passando per gli scout/guide e arrivando ai rover/scolte si sono occupati di cercare e raccogliere le pietre che poi, con diversi viaggi, sono state portate al Santuario.

I membri del MASCI poi si sono occupati dell'altrettanto lungo, laborioso e paziente lavoro di scelta e posa delle centinaia di migliaia di pezzi raccolti come ben testimoniano le foto qui sotto.

Grazie infatti alle foto scattate all'epoca e alla disponibilità del Gruppo Genova 54 che le custodisce sul suo sito web, abbiamo la possibilità di proporre le immagini della raccolta e della costruzione.

 

Fu un lungo lavoro che terminò nel 1983 come è riportato nella scritta a lato dell'ingresso "AGESCI - MASCI 1983" di cui i partecipanti dell'epoca, ma anche i successori ne vanno giustamente molto fieri.

Il sagrato di una chiesa è importante e lo ricorda anche in una nota la C.E.I. “un'area molto importante da prevedere in quanto capace di esprimere valori significativi: quello della “soglia”, dell'accoglienza e del rinvio (..). Talvolta può essere luogo di celebrazione, il che richiede che il sagrato sia riservato ad uso esclusivamente pedonale. Deve tuttavia mantenere la sua funzione di tramite e di filtro (non di barriera) nel rapporto con il contesto urbano” (nota C.E.I, del 18 febbr. 1993 nn. 20-21). Vogliamo anche citare un brano tratto da "Chiesa Oggi"  "... Il sagrato è, dunque, uno spazio prezioso che prepara all'ingresso nell'aula. È anticipo di essa, nella dinamica ecclesiale che prevede in un primo momento la chiamata della comunità effettuata dal campanile, e in un secondo tempo il suo ordinato raccogliersi per confluire all'interno.” (Mons. A. Malacarne in Chiesa Oggi” 64/65).